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domenica 6 giugno 2010

Ho perso gli specchi



Sono cancelli di cristallo
a confonder l’orizzonte
-vapori gravi e lievi assedi-
come fantasmi eclettici
nella nebbia di un meriggio.

Mi tengo in tasca una moneta
-come misura dell’essenza-
e viro il braccio verso il nulla
cogliendo appena la distanza
-tra inganni veri e fuochi fatui-

Non serve aprire gli occhi
se è solo un’illusione
ad appannar la vista
-gli specchi son nascosti-
e intanto una garrota stringe
stringe forte.






2 commenti:

  1. lasciarsi vivere in mezzo ad uno specchio è l'inizio della disillusione, e quant'è amaro il risveglio. Piena adesione. E' una delle tue note che più sento mia, ma è così difficile dover scegliere. Meth.

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  2. Si, è il pensiero del disincanto, della disillusione, il pensiero di una femminile maturità.
    Grazie, sorella

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