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giovedì 27 ottobre 2011

Le oscillazioni di un pendolo


Avvolta nelle lenzuola
tra sogno e preghiera
resto immobile nella penombra
seguendo frecce di pensieri
come lampi di un temporale
tra le nuvole del dormiveglia.
*
Tacciono le parole
davanti alla chiara visione
di una mezza luna al contrario
forse è solo emozione
forse è presagio che abbaglia
la noia della mia esistenza.
*
Qualcosa dai cassetti piange
luride lacrime di quella miseria
che la memoria dovrebbe sciogliere
e cacciare indietro
invece di nettarle con sussiego.
*
“Deve esserci della devozione
in questo indulgere all’inerzia”
- sfugge un pensiero di compiacimento
preludio all’assoluzione -
ma le mani fremono di rabbia
e i piedi ormai scalpitano.
*
Mi vedo preparare i bagagli,
senza braccia e senza fretta,
anticipando la velocità d’azione
con la lentezza della coscienza
di una decisione non presa.
*
Contro ogni debole intenzione
traguardo altri obiettivi
e immagino di muovere
un piede dietro l’altro
al ritmo cadenzato
di un pendolo di Newton.
*
Sarà questa latenza
a trasformare il ritmo lento
da adagio in moderato
e in allegretto già si sublima
accompagnando la partenza.




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